Educazione Finanziaria: Valore Sociale

Come contribuiscono i governi all’Educazione Finanziaria dei cittadini.

Il governo Inglese

Nel 2008 il governo inglese ha stanziato 800 milioni di sterline per l’educazione finanziaria dei cittadini del Regno.

L’obiettivo era di rientrare di una cifra dieci volte superiore nei dieci anni successivi. Rientrare sotto forma di maggiori entrate fiscali e minore spesa sociale. La consapevolezza della necessità di intervenire in questo campo, ha responsabilizzato i cittadini sui cambiamenti epocali in tema di welfare che stavano avvenendo.

I risultati, nonostante gli ultimi anni di forte crisi, sono stati sorprendenti.

Il governo Italiano

In Italia, le leggi sull’Educazione Finanziaria sono rimaste ferme fino all’inverno 2016. Poi l’Educazione Finanziaria è diventata legge dello Stato. E’ stata stanziata, all’interno del provvedimento per la messa in sicurezza del sistema bancario, la cifra di 1 milione di euro. (Mentre, per il salvataggio delle banche è stata stanziata la cifra di 20 miliardi di euro).

La legge è stata approvata in Italia solo dopo che l’OCSE ha “bacchettato” il nostro paese. Infatti era ancora l’unico a non avere una legge in tal senso.

L’Italia si trova all’ultimo posto in Europa e fra gli ultimi al mondo per alfabetizzazione finanziaria di base.  Addirittura dietro a paesi come Togo, Zimbabwe, Kenya, Ucraina, Birmania.

In una delle mie serate, tra l’altro, parlo in dettaglio proprio di questo argomento.

Clicca qua per vedere un estratto video di quella serata.

L’indagine, condotta nel 2015 dalla Banca Mondiale, in collaborazione con l’Istituto Gallup, Standard&Poor’s e altre Istituzioni, (molte delle quali Università di mezzo mondo), evidenzia come in Italia solo il 37% delle persone intervistate abbia risposto correttamente alle domande poste. Domande del tipo cos’è l’inflazione, lo spread, un’azione o un’obbligazione.

Una tale situazione influisce sulla vita e sui comportamenti dei cittadini. Questo anche in merito a una scelta di politica economica fatta dai governi o dalle Banche Centrali. Ad esempio, un aumento dei tassi viene visto negativamente da persone di ceto sociale meno abbiente. In realtà, ciò che spinge le Banche Centrali in quella direzione, è proprio la tutela dei più deboli. Facendo leva sui tassi, impedisce l’aumento dei prezzi dei beni di prima necessità.

Già da quasi un decennio però, associazioni si occupano, sotto forma di volontariato, di Educazione Finanziaria. Tra queste l’Anasf, Associazione Nazionale dei Consulenti Finanziari, con il Progetto “Economic@mente – Metti in conto il tuo futuro”, rivolto ai ragazzi delle Scuole Superiori.

L’obiettivo è quello di aiutare i ragazzi ad avere una maggiore consapevolezza su quello che sarà il loro futuro e su come andargli incontro piuttosto che subirlo. Si parla loro di ciclo di vita e dei cambiamenti epocali tra il secolo appena passato e quello in cui loro sono nati.

Gli argomenti affrontati riguardano soprattutto i cambiamenti che stanno segnando questo secolo in termini di occupazione:“Non è vero che domani non ci sarà lavoro, sarà solo diverso”.

Si affronta il tema del “meno stato nel sociale” e si forniscono elementi su come “pre-occuparsene”.

Anche il Comune di Milano, con l’allora Sindaco Pisapia, si è occupato di Educazione Finanziaria. Infatti l’ex Sindaco del capoluogo lombardo, Pisapia, ha inserito l’Educazione Finanziaria all’interno del suo programma di welfare finanziario comunitario. Programma conosciuto  con il nome di “Azione 44”, perché era il 44-esimo punto della sua azione di governo. Progetto realizzato in collaborazione con l’UNI, Progetica e l’Università Cattolica e del Sacro Cuore.

Il monitoraggio fatto su un campione di cittadini che ha usufruito di corsi di Educazione Finanziaria a Milano, dimostra come una corretta Educazione Finanziaria possa contribuire ad un maggiore benessere dei cittadini. Questo sia da un punto di vista economico che di serenità. Infatti una buona Educazione Finanziaria produce un maggior risparmio ed un corretto uso dello stesso. Inoltre genera una maggiore felicità e ottimismo nell’affrontare scelte rivolte al futuro.

Di questo argomento si occupa in particolare la Finanza Comportamentale, argomento di cui parlo più in dettaglio qua.

Oggi, anche in Italia, seguendo il modello anglosassone, si comincia a sentir parlare di “Welfare Finanziario Aziendale”.

Alcune aziende inseriscono l’Educazione Finanziaria all’interno dei loro percorsi di welfare. Con importantissimi benefici per i lavoratori, ma anche per le aziende stesse. Un lavoratore che ha chiaro il suo futuro si cura di più delle sue risorse economiche. Di conseguenza è più sereno e quindi senza stress. Diventa molto più produttivo e si infortuna meno, con importanti vantaggi anche per l’azienda stessa.

Grazie alla scarsa Educazione Finanziaria, gli investimenti italiani non sono proprio fra i più azzeccati. I risparmi degli italiani, oggi, si trovano “parcheggiati” in conti deposito e strumenti monetari. Investono a “brevissimo termine”, inferiore all’anno. Ne risulta che, con il perdurare del “parcheggio”, si ha una perdita certa del potere d’acquisto. Tradotto: “non ci compro più le stesse cose”.

Con una corretta Pianificazione Finanziaria, investendo tali risorse per i propri reali obiettivi di vita, è possibile, con ragionevole certezza, raggiungere il risultato auspicato.

Sono imputabili anche alla scarsa Educazione Finanziaria la maggior parte dei casi di “risparmio tradito”.  A questi abbiamo assistito dal 2000 ad oggi, quando ai cittadini, facilmente si faceva credere di investire ad alto rendimento e basso rischio. Quasi come se ci trovassimo nel campo dei miracoli di Pinocchio.

Ci vengono di nuovo incontro alcune direttive europee. Dieci anni fa la Direttiva Europea “MIFID” ha attutito le perdite degli investitori in occasione del crollo del sistema Bancario del 2008. Attraverso un valore massimo di rischio prestabilito, ovvero una forma di adeguatezza dell’investitore per determinati investimenti.

Un’altra Direttiva entrerà in vigore in Italia all’inizio del 2018 (MIFID 2). Questa rafforzerà la precedente e anzi, sotto alcuni aspetti, trasferirà le responsabilità. Ci sarà una maggiore trasparenza su costi e rischi. “L’adeguatezza” sarà trasferita dall’investitore al proponente dell’investimento. In poche parole vanno dimostrate le competenze di chi svolge le funzioni di consulente. Il consulente diventa il responsabile economico del futuro dei risparmiatori.

Questa Direttiva, in concreto si rifà alla norma internazionale ISO 22222:2008 sul Personal Financial Planning. La Direttiva prevede estrema chiarezza sulle competenze e certificazioni dell’operatore finanziario.

La Direttiva Mifid2, già applicata da un paio di anni nel più evoluto Regno Unito, ha fatto subito una forte selezione. Si è verificato un calo degli operatori nell’ordine del 30%.

L’auspicio è che con l’aiuto di questa Direttiva e con una buona Educazione Finanziaria possa ridursi la “sfiducia” dei cittadini nei confronti del sistema bancario, seconda oggi soltanto a quella rivolta al sistema politico, con conseguenze positive in termini economici sia per i risparmiatori che per gli intermediari. Ne potrebbe beneficiare, in benessere (welfare), tutto il Paese.

3 thoughts on “Educazione Finanziaria: Valore Sociale”

  1. Ciao Ferdinando, complimenti per la chiarezza di questo e degli altri articoli proposti. Un suggerimento: puoi arricchire il tuo blog con un vocabolario che contenga i principali termini tecnici che appartengono al linguaggio della finanza?
    Uno strumento di rapida consultazione può essere utile per chi “non è del mestiere” nel momento in cui è necessario affrontare tematiche come per esempio il funzionamento del Sophia Portfolio.

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