La cedola e l’uovo

La cedola e l'uovo
Molto spesso numerosi investitori prediligono investimenti che periodicamente distribuiscono una cedola , ovvero un premio per l’investimento.

In passato le aziende che distribuivano la cedola ai propri azionisti (soci) lo facevano attraverso una parte degli utili realizzati: una percentuale degli utili finanziava la crescita dell’azienda e un’altra remunerava il socio (azionista).

Negli anni, per accontentare i soci, le aziende hanno continuato a distribuire la “cedola” anche in assenza di utili, attingendo al debito pur di assecondare l’azionista.

Molti di questi investitori non riescono a valutare la bontà di un investimento proprio perché concentrati esclusivamente sulla cedola. Capita infatti che l’investimento da loro scelto abbia avuto un risultato fortemente negativo, ma la loro attenzione in realtà è rivolta esclusivamente alla cedola.

In Italia, in particolare negli ultimi 15 anni, si è assistito ad alcuni casi paradossali. A fronte di risultati fortemente negativi, quindi anni finanziariamente in perdita, alcune società hanno distribuito comunque cedole addirittura fino al 50% del valore dell’azione. Questo ha generato inizialmente forte entusiasmo tra i piccoli investitori, perché pensavano che quella cedola fosse un regalo!

In realtà la cedola, come sempre accade, si stacca dal valore del titolo. Nella fattispecie, se io avessi comprato quel titolo il giorno prima dello stacco della cedola e ci avessi investito 100 euro, al momento dello stacco della cedola avrei avuto il rimborso di una cedola di euro 37 (perché tassata) e un valore del mio investimento rimanente di 50 euro.

Razionalmente c’è poco da essere entusiasti di questo stacco della cedola… perché in realtà i miei 100 euro sono diventati 87.

Uno dei motivi che induce numerosi investitori a scegliere questa tipologia di investimenti è che percepiscono la cedola come “un regalo dentro un uovo di Pasqua”… in quanto abituati ed educati da tempo a investire nei titoli di stato che distribuiscono periodicamente delle cedole.

L’investitore italiano in particolare, molto prudente, ha sempre preferito investire nei titoli di stato italiani dicendo “Meglio oggi l’uovo che domani la gallina”.

Nella situazione attuale, mai verificatasi prima nella storia, i tassi d’interesse fino a 5 anni sono negativi e i titoli di stato si trovano ad avere prezzi altissimi.

Ad esempio, se oggi un investitore detiene un titolo di stato che scade fra 4 anni ed ha una cedola del 4%, riceverà per ogni 100 euro investiti 4 euro all’anno per i prossimi 4 anni (16 euro) sotto forma di cedola, oltre alla restituzione del capitale (100 euro) a scadenza!

Complessivamente in 4 anni riceverà quindi 116 euro.
Paradossalmente, se oggi tale investitore decidesse di vendere lo stesso titolo incasserebbe subito 117 euro!!!
Ben di più di quanto avrebbe incassato aspettando 4 anni.

Questo perché gli effetti della politica monetaria della BCE, di stimolo all’economia, hanno portato i tassi in negativo, provocando una distorsione nei mercati finanziari obbligazionari.
Il risparmiatore crede di essere prudente restando fedele alle abitudini del passato e non accetta l’opzione di vendere oggi incassando di più.

Tornando alla scelta precedente, formulata diversamente:

”Cosa preferisci, la gallina oggi o l’uovo domani?”

la risposta sembrerebbe: ”l’uovo domani!”.

Questo è uno degli errori comportamentali più diffusi, proprio perché spesso le scelte d’investimento del presente e del futuro finiscono per ricalcare quelle del passato.

Il cambiamento e tutto ciò che è nuovo spaventano l’essere umano adulto in qualsiasi aspetto della vita egli si trovi ad affrontarli.

La paura generalmente è ciò che accompagna per tutta la vita l’investitore.

Parafrasando Darwin: per sopravvivere, bisogna adattarsi al cambiamento anche negli investimenti.

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