La Trappola della Liquidità

Lo stimolo rivolto dalla BCE all’economia per farla crescere, in realtà ha svegliato soprattutto i risparmiatori. Avere tassi in negativo ha portato anche quelli sulla liquidità a valori nulli! Può sembrare un nuovo paradosso, ma in effetti il risparmiatore, che fino a ieri vedeva remunerata la sua liquidità, oggi deve pagare per depositarla.

A questo nuovo paradigma bisogna farci l’abitudine, perché in Europa non esistono le condizioni per tornare alla “vecchia normalità”: ne consegue che tutto ciò ha quasi lasciato il risparmiatore nello sconforto. Sì, perché per il risparmiatore italiano la liquidità (conto corrente) è un vero e proprio “asset” di investimento. È infatti, in conti deposito, che l’italiano, più di chiunque altro al mondo, tiene 1500 miliardi di euro, praticamente quasi l’intero PIL nazionale. In realtà il problema della liquidità è sempre esistito: in passato il danno è stato addirittura più importante, ma meno evidente e ciò perché il nostro capitale sul conto corrente cresceva anche del 10% . Se avessi però considerato l’aumento dei prezzi nello stesso periodo, in realtà avrei perso molto più di oggi. Consideravamo soltanto il “tasso nominale” del deposito e del BOT e non il “tasso reale”, ovvero quel potere d’acquisto misurabile con “il carrello della spesa”: sempre meno pieno. Basti pensare che in venti anni, benché cresciuti “nominalmente”, i risparmi “realmente” hanno perso il 40% del loro valore! Un leggero sorriso mi scappa quando ogni tanto sento i rimpianti di qualcuno per il “BOT” al 18%… Peccato che nello stesso periodo i prezzi crescevano del 25%.

Sembra strano, ma proprio oggi che notiamo di più il calo dei tassi nominali, i tassi reali – anche se da sempre negativi – non sono mai stati così alti come in questi ultimi tempi. L’inflazione è un concetto che per gli Italiani ha sempre avuto poca importanza: per i tedeschi, invece, è sempre stata la prima preoccupazione. Infatti, da ormai cent’anni è la prima preoccupazione in assoluto, addirittura prima della sicurezza personale o del terrorismo.

In Italia l’incertezza sul futuro e la “percezione di ritirata del welfare pubblico” hanno nel tempo creato un nuovo “asset” d’investimento, che si aggiunge a quelli classici. Possiamo chiamarlo “Asset non si sa mai”, concernendo, appunto, la cifra di 1500 miliardi di euro (1,5 trilioni direbbero gli americani) tenuti nei depositi proprio perché “non si sa mai”. È quella parte di patrimonio, tanto, troppo fermo proprio a causa dell’incertezza. Anche alcuni casi di risparmio tradito non hanno aiutato: tradimenti che, a causa di uno scarso interesse dei cittadini italiani per le loro finanze, trova terreno fertile nel nostro paese.

Un contrasto al disinteresse e ai casi di risparmio tradito, può arrivare dall’Informazione e dall’Educazione Finanziaria rivolte al cittadino. Occuparsi delle sue esigenze e di come aiutarlo a raggiungere i suoi obiettivi di vita e ricordandogli, di tanto in tanto, dei passi da gigante fatti dalla Tutela del Risparmio

Benché la tutela del risparmio sia stata inserita anche in Costituzione (articolo 47), è stata fondamentale l’adozione di direttive europee volte a tutelare il piccolo risparmiatore. Tali direttive hanno prima posto l’accento sui rischi legati agli investimenti , poi sui costi e sulle competenze degli intermediari. Verificare, oggi, le competenze dell’intermediario, magari certificate, è molto più semplice rispetto al passato: basta Google. In questo modo dovrebbe essere più difficile per il cittadino risparmiatore prendere delle “sòle” (leggi cantonate).

Proprio perché i tassi sono molto più che bassi, solo la competenza – come nel caso della chirurgia di precisione – può evitare ulteriori danni. Da investitori dovremo essere più consapevoli delle nostre reali esigenze e, con l’ausilio di un intermediario competente, con ragionevole certezza raggiungeremo i nostri obiettivi. I benefici possono esserci per tutti. Per il risparmiatore, che vede meglio remunerato il proprio risparmio. Per il paese, che vede maggiori entrate fiscali e minori uscite in welfare. Per l’economia, che vede maggiori consumi e maggiori investimenti. Un altro paese, insomma!

Due, concludendo, i consigli che mi permetto di dare al lettore: di appoggiarsi a una persona onesta e competente e di coltivare e perseguire la cultura del risparmio: senza ricorrere alla abusata favoletta della cicala e della formica, sappiate che il risparmio è la prima vera fonte del guadagno. Aggiungere poco al poco, ma frequentemente, tramuterà quel poco in molto. Meditate, gente, meditate!

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1 thought on “La Trappola della Liquidità”

  1. Articoli sempre molto chiari e brillanti e di piacevole lettura.
    Condivido in pieno, soprattutto sul fatto che serve sempre di più una buona educazione finanziaria.
    Aspetto il prossimo articolo 😉

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