L’Onda del Cambiamento

Da oltre vent’anni si parla di “Innovazione Tecnologica e di Cambiamento dei modelli economici”.
Uno dei primi ad affrontare l’argomento è stato Clayton Christensen, della Harward Business School, con il suo libro “The Innovator’s Dilemma” (1995), secondo il quale sarebbe arrivato un forte Cambiamento e tutto ciò sarebbe dovuto all’Innovazione Tecnologica e, a beneficiarne, sarebbero stati proprio quei settori che hanno alla loro base l’Innovazione Tecnologica.
Oggi si parla sempre più di “Disruption”. Con questo termine si intende letteralmente “l’interruzione dell’abituale modalità di un sistema”, ovvero un Cambiamento dirompente.
La Disruption non riguarda solo le nuove idee, ma anche l’utilizzo di idee già note con modalità più efficaci, più efficienti e anche più economiche.
Ad esempio, l’utilizzo del low cost delle compagnie aeree ha rivoluzionato e allargato l’utilizzo dell’aereo; Amazon, per lo shopping, ha reso più comodi ed economici gli acquisti.
In alcuni casi, invece, per Cambiamento si intende un’idea nuova: ad esempio lo smartphone.
Negli ultimi anni si parla addirittura di “Big Bang Disruption”, riferendosi ad un Cambiamento sempre, sempre più rapido: basti pensare che, nel mondo, la radio per raggiungere 50 milioni di utenti ha impiegato 38 anni; la tv 13 anni; internet 4 anni; Instagram 6 mesi e Pokemon Go solo 19 giorni, con 50 milioni di utilizzatori intenti a cercare Pikachù anche in mezzo alle corsie delle autostrade…
Chi non ha saputo cogliere l’onda del Cambiamento è andato inevitabilmente incontro al fallimento o, nel migliore dei casi, ad un forte ridimensionamento.
Fra le tante Società numero uno nel loro settore, Kodak non ha compreso la digitalizzazione della fotografia. Blockbuster, fino a poco tempo fa presente ovunque nel mondo e numero uno nella vendita di film, non si è adeguata al nuovo modello di vendita (streaming) ed è stata letteralmente annientata da Netflix (oggi esiste un solo Blockbuster al mondo dove non è possibile lo streaming: Alaska).
Nokia pensava che l’idea dello smartphone fosse “passeggera” e ha subito la stessa sorte a vantaggio di Apple.
La stessa General Electric, da sempre numero uno per capitalizzazione fra tutte le aziende del mondo, non ha compreso il Cambiamento in atto e, vivendo guardando al proprio passato piuttosto che al futuro, oggi vive una forte agonia.
E se, fino a quindici anni fa, General Electric e le “sette sorelle petrolifere” occupavano i primi posti per capitalizzazione, oggi nessuna di esse si trova tra le prime, dove si trovano solo aziende che hanno nel loro DNA l’Innovazione Tecnologica.
Trattandosi di aziende quasi sempre quotate, con azionariato diffuso, il Cambiamento si riflette anche sugli investimenti.
Se una volta, parlando di “cassettista” negli investimenti, si osava dire “Non è corretto!”, oggi occorre, con forte risolutezza, affermare che “è assolutamente sbagliato”!
Più volte, in passato, ho paragonato un portafoglio di investimenti a un cesto di “buona frutta”: non va tenuta in un cassetto, è sempre più deperibile!!

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